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La generazione post Harry Potter.

Penso di aver fatto un buon percorso di lettura. Ho iniziato a leggere J.K 14 anni fa, alla tenera età di 9 anni, in mezzo ai colori pastello, le tazzine da tè di ceramica sul mini tavolino, ciccio bello nel passeggino, le barbie sdraiate sul letto obitorio style e io seduta per terra, sul tappeto con gli orsacchiotti, con la sola luce di un’ abatjour scassata ad illuminare le pagine ruvide di Harry Potter e la pietra filosofale. Gli anni sono passati, sono passate pure le notti insonni pur di finire quei libri prima della scuola, perché era insopportabile l’idea di dover chiudere Harry Potter e riaprirlo dopo 5 ore. Poi vennero i film, gli album di figurine, i gadget, la malattia della scacchiera infinita, le bacchette e intanto le lacrime continuavano a farsi sempre più frequenti, la Rowling mi stava crescendo, mi stava dicendo che non tutto era magia bianca e che i buoni muoiono. Per questo dico di aver fatto un buon percorso, perché sono cresciuta assieme a lei. Perché...

Il Growl è Donna.

In ricordo della mia frivola adolescenza poser metal, qualche tempo fa sono andata ad un concerto appunto metal e devo dire che ne sono uscita leggermente indolenzita quanto euforica. Non era un semplice gruppo quello sul palco, non era il solito gruppetto e non c'era il solito pubblico. Quelli sul palco erano i LyricaLCross e quello sotto era un pubblico amato, venerato. Quattro componenti, tre uomini e una donna che sono scesi a patti col diavolo per avere al posto del sangue il fuoco della passione per la musica, carisma,  forza e amore per i fans. Cos' hanno in più i LyricaLCross rispetto agli altri? Hanno una cantante, Emy LC Vice , che oltre ad essere l'ideatrice del progetto è anche colei che trascina il pubblico in una vera e propria " wall of death " di emozioni, euforia e follia quasi primordiale. Hanno un batterista,   Fabry LC Horns , che a colpi di doppio pedale inarrestabile, diventa una macchina da guerra ch...

Occhio a Pietro Blanca!

Oggi ho voglia di parlarvi, attraverso uno schermo, di un artista: Pietro Blanca.  Non è un’intervista. E’ una confidenza , la mia. Pietro Blanca, un quasi venticinquenne di Catania, non si limita a professare una sola forma di talento, ma una vera e propria molteplicità di virtù. Un  “poliartista”, mi piace definirlo. Cresciuto in un ambiente lirico, passata l’infanzia da voce bianca, ecco che il timbro vocale cambia, si fa più cupo, la barba inizia a crescere; è un giovanotto ormai e ha scoperto come conquistare il cuore delle ragazze: con la chitarra. Così inizia a farsi da sé. in basso, in ginocchio Da autodidatta prima e sotto la guida di maestri poi, si lancia nel mondo del Metal con i “ Lost Ape Of Killa ”. Dopo anni di pogo, dopo parecchi successi nell’ ambiente catanese e non, dopo aver fatto crescere in altezza una folta chioma riccia per fare headbanging, ci dà un taglio, nel vero senso della parola. Tolto il codino, scop...