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La generazione post Harry Potter.

Penso di aver fatto un buon percorso di lettura. Ho iniziato a leggere J.K 14 anni fa, alla tenera età di 9 anni, in mezzo ai colori pastello, le tazzine da tè di ceramica sul mini tavolino, ciccio bello nel passeggino, le barbie sdraiate sul letto obitorio style e io seduta per terra, sul tappeto con gli orsacchiotti, con la sola luce di un’ abatjour scassata ad illuminare le pagine ruvide di Harry Potter e la pietra filosofale. Gli anni sono passati, sono passate pure le notti insonni pur di finire quei libri prima della scuola, perché era insopportabile l’idea di dover chiudere Harry Potter e riaprirlo dopo 5 ore. Poi vennero i film, gli album di figurine, i gadget, la malattia della scacchiera infinita, le bacchette e intanto le lacrime continuavano a farsi sempre più frequenti, la Rowling mi stava crescendo, mi stava dicendo che non tutto era magia bianca e che i buoni muoiono. Per questo dico di aver fatto un buon percorso, perché sono cresciuta assieme a lei. Perché...

Un cucchiaino di limoncello con S. King.

Sono giorni che ho un lancinante dolore al basso ventre. Non è un dolore fisico . Parte dalle braccia, mi fa venire la pelle d'oca, mi fa il solletico ai fianchi e poi si ferma lì, in attesa di qualcosa. qualcuno. Dave   non mi aiuta affatto, continua a dimenarsi come il peccato che desidero commettere. A proposito di peccato , qualche giorno fa ho acquistato e letto " Carrie ", di Stephen King. L'Estate scorsa mi hanno fatto scoprire questo fantastico scrittore e me ne sono innamorata; della sua scrittura che ha qualcosa che rasenta il sacro. Una scrittura fatta di aggettivi, dettagli, come piace a me. E non puoi fare a meno di affezionarti ai personaggi, sbagliati, sociopatici, eccentrici che siano, non puoi fare a meno di seguirli nel loro viaggio e ti ritrovi lì, circondato da colori un po' vintage, con i bordi strappati e qualche macchia. Con Carrie  ti ritrovi il sapore del sangue in bocca, ma è un sapore legittimo, doveroso. Basta con l'inno...