... in frac

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venerdì 27 luglio 2012

Corri ragazza laggiù!

"Ma come posso fare? Mi aveva promesso che blablabla, e invece non blablabla. Dopo tutto quello che gli ho fatto dovrebbe, come minimo, sposarmi!"

E' questo quello che mi tocca sentire alle dieci del mattino, appena sveglia e con gli occhi ancora appiccicaticci.
Quello che può fare un telefilm tedesco di serie Z è davvero impressionante e, soprattutto, deleterio per il genere femminile.

Voglio dire, tu sciacquetta annacquata (?) dallo sguardo vacuo, pretendi di esser sposata piuttosto che rispettata?
Ora, non voglio fare la femminista di turno, però se un uomo ti tratta in questo modo, non considerandoti, pensando solo ai suoi interessi, è perché sei tu la prima a farti trattare in questo modo.

La tv è stata un po' la nostra mamma e credo continui ad esserlo (purtroppo) e cosa insegnano alle nuove adolescenti?
Che se ti denudi diventi qualcuno e se un ragazzo ti fa un cunilingus allora ti ama?!

Non lo so, sono così demotivata...

Quasi, quasi questo eremitismo forzato mi farà bene, mi rilasso, starò lontana dalla tv, da internet, dalla tecnologia ed ozierò come un filosofo aspettando un allettante simposio.


Adieu e a presto.


Lady H.


mercoledì 25 luglio 2012

"Sing me to sleep..."

Avevo appena finito di mangiare il mio ipocalorico panino con carne di cavallo e patatine quando mio padre:
"Tesoro, prima mi sentivo appesantito, ora che ho mangiato mi sento meglio... Che può essere?"

...
Attimo di perplessità.
Ricerca di diagnosi in corso...


"Ah, sicuramente è perché hai iniziato la digestione."
Ma che ca...?
Perché sono circondata da ipocondriaci?
E soprattutto perché chiedono a me, dottoressa in medicina-di-sta-fonchia, che ingurgito buscofen per sballarmi (per dire.)


Così sono arrivata ad una conclusione: la gente preferisce chiedere alla gente che non sa per sentirsi dire che va tutto bene, mentre se va dal medico è per firmare il certificato di morte.
Comunque non ha senso.


Tornando a casa, però, è riaffiorata una sensazione che non provavo da parecchio tempo: l'attesa.
Non quell'attesa che anticipa l'uscita di una puntata del tuo telefilm preferito ogni settimana, ma l'emozione, la magnifica eccitazione che anticipa la venuta di qualcuno.
E diventa insostenibile, non ce la fai più, sai che tornerà tra pochi giorni, ore, ma non ce la fai comunque e inizi a fantasticare...
Meglio del Natale o dell'euforia che provi quando realizzi che stai per fare sesso.


Perché alla fine rappresenta il benessere per te, è l'aria in questo mondo sommerso dalla frenesia di un futuro che non esiste.


Lady H.



martedì 24 luglio 2012

Era un' Estate fredda quella.


“La solitudine non è mai con voi; 

è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, 

così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, 

cessando ogni affermazione di voi, 

cessi l’intimità stessa della vostra coscienza. 


La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi.”



Qualcuno.


Lady H.&Mr P.

Ricetta torta "chiaramente omosessuale"

Devo dire che il Digitale Terrestre mi ha distrutto la vita.
In meglio (?).


Qualche giorno fa ero sdraiata sul divano mangiando biscotti dietetici e facendo dello snervante zapping, quando sono incappata in una serie interminabile di programmi di cucina.
GNAM!
Così, fantasticando sui cuochi e su quello che stava sotto quei grembiuli sporchi di cibo, ebbi una rivelazione:
"FA' UN DOLCE!"


Quindi ieri, armata di grembiule con tanto di paperelle e determinazione, iniziai a creare "una torta chiaramente omosessuale":


Ingredienti:
- 600 gr di pesche (equivalgono più o meno a 3 pesche).
- 200 gr di cioccolato fondente.
- 100 gr di burro.
- 4 uova.
- 100 gr di zucchero.
- 50 gr di farina.


Procedimento:
Prendete le pesche (mi sento così Benedetta Parodi!) e mettetele a scottare in una pentola con acqua già in ebollizione per circa 10 minuti, poi scolatele in acqua fredda, sbucciatele e tagliatele a pezzi non troppo piccoli.
Quindi prendete un tegamino e aggiungete il cioccolato spezzettato e, aggiunto il burro, fatelo ammorbidire.
Dopodiché mettete il tutto a bagnomaria e fate sciogliere (la cucina si riempirà un un delizioso profumino e vi verrà voglia di prendere i biscotti e immergerli nel cioccolato fuso, MA NON FATELO.)


Intanto dividete i tuorli d'uovo dagli albumi (facendo attenzione a non buttare gli albumi -.-") e montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso.
Aggiungetevi la farina e poi il cioccolato fuso con il burro, mescolate il tutto con un cucchiaio di legno e aggiungete gli albumi montati a neve; infine aggiungete le pesche e mescolate il tutto.


Versate il tutto in una tortiera già imburrata e infarinata e mettete in forno già caldo a 180° per 40 minuti.








Il risultato dovrebbe essere più o meno questo:














Consigli:

Non chiedete a vostro padre di fare da aiuto-cuoco, vorrà fare il capo-cuoco e farà solo danni.
Mettete la torta in frigo per una notte, il giorno dopo sarà più compatta e l'agro delle pesche si sarà confuso con il cioccolato.


Per il resto buon GNAM!


Lady H.

lunedì 23 luglio 2012

Necrologio all'innocenza.

Al calar del giorno ti vengono in mente tanti di quei pensieri, alcuni superficiali, altri pieni di consapevolezza perduta.
Al mattino non hanno più senso.
E' come se ogni cosa perdesse di significato.
Odio il giorno.
Ieri sera sorseggiavo un blue sunset con un amico, quando fu immediatamente chiaro un concetto, quella sensazione di smarrimento: ho perso l'innocenza.


Innocenza: mancanza assoluta di colpa o responsabilità, morale o giuridica, in un individuo.
L'essere innocente; purezza, ingenuità, candore, integrità, semplicità.


Ho perso tutto ciò.


Corrotta da una società materialista, automatizzata.
Contaminata dai vizi.
Alterata dal virtuale.
Schiacciata dalle responsabilità verso me stessa e verso gli altri.


E diventi quasi cieca.
Vedi tutto bianco o nero, dimenticando che nel mezzo ci sono infinite cromature.
Finisci per chiederti "perché non l'ho capito subito?"
Gli altri ti sentono stanca, presa dalle tue cose e non vogliono disturbarti con i loro problemi quando, invece,  l'unica cosa che potrebbe salvarti è salvare loro.


Così stamattina, sentendo l'odore della pioggia nell'aria, mi sono alzata e ho ripreso la mia routine con questa percezione in più.
O in meno.




Lady H.









sabato 21 luglio 2012

"Ho invitato uno strano pagliaccio di nome IT al tuo compleanno."

Le noie dei compleanni in famiglia sono parecchi:
1) devi aspettare gli altri invitati.
2) la fame bestia.
3) parlare di malattie con i nonni.
4) i regali non sono per te.
5) e il canto dei grilli in Estate ti fa estraniare e ti fa pensare al sesso. Almeno per me.


Ebbene, queste ricorrenze, se non riguardano me o i miei amici più intimi, sono di una tristezza e di una palla assurda.
Ti ritrovi a tavola che aspetti di mangiare e cala il silenzio, "Ah, oggi fa un caldo!" dice qualcuno, "Madonna, hai ragione!".
L'imbarazzo di parlare del tempo.
Per fortuna c'è la birra e così cogli l'occasione e ricominci ad immaginare le sue mani che scivolano su di te e ti fanno perdere la testa, il suo sguardo divertito mentre ti contorci sotto i suoi tocchi e...
"AAAAH" i bambini iniziano a rincorrersi e ad urlare e le nonne che li difendono guardandoli con tenerezza.


Istinto omicida.

Perché?
Che senso ha?
"Per riunire la famiglia", scuse ipocrite, tradizioni, mainstream  a cui non credono nemmeno gli hipster, oramai.
A fine serata ti ritrovi seduta sul cesso, cercando di ricordare qualche dettaglio della serata.


Personalmente il mio prossimo compleanno lo passerò tra lenzuola profumate, magari tra le braccia del mio amante, circondata da cheesecake e sigarette.


Intanto, un buon non-compleanno a noi.


Lady H.

La notte porta consiglio...(?)

Iniziare un blog è sempre stato qualcosa di estremamente difficile quanto eccitante.
Vorresti apparire brillante, acuto, geniale, un po' come Sgarbi, solo meno rompipalle.
Ma per quelli come me risulta parecchio complicato riuscire nell'intento, quindi mi limiterò a spiegarvi il motivo per cui ho deciso di iniziare questa non troppo nuova avventura.
Che maleducata, mi presento, sono Lady Hyde, una ventenne annoiata.


Ho sempre sostenuto di essere parecchio lunatica ed isterica, alcuni mi hanno addirittura detto di soffrire di un "malessere" chiamato Disturbo Dissociativo dell'Identità, a questo devo il mio appellativo Lady Hyde (conoscerete tutti  l'opera di Stevenson Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, no? Nel dubbio Wikipedia vi salva: qui.).
Perché Lady Hyde.
Perché vorrei essere la parte più passionale ed energica di me stessa.
Invece ho solo dei mostri nel cervello.
Quindi, stanotte, dopo aver salvato in pdf il Mein Kampf  di Adolf Hitler, EUREKA!, apriamo un blog!


Tutto ciò non ha senso, lo so, ma che volete, l'insonnia e "certi" pensieri portano al delirio.
Cercherò di rendere questo blog la mia valvola di sfogo, un modo per esprimere il mio pulsare.

Siate pronti a sorprendervi perché un giorno posso essere Hyde e l'altro invece Jekyll, ai posteri l'ardua sentenza.



Lady H.