... in frac

... in frac

martedì 31 dicembre 2013

N.2013 M.2013

Un mio amico si è fatto l'esame di coscienza di fine anno e mi ha chiesto se mi doveva dei soldi.
Io non ci credo ancora.
E rido perché è la prima cosa "sensata" che sento oggi.

La gente non fa altro che creare nuovi e positivi propositi che puntualmente non soddisferà.

Non ha senso.
Come non ha senso l'attesa per la fine e l'inizio di un nuovo anno, perché ci si aspetta sempre troppo e si ottiene sempre troppo poco.
Bitch please.

Io adoro stare in mezzo all'anno, periodo Maggio/Giugno, quando ancora si ha tempo di lasciar perdere o provarci ancora, senza l'ansia di ricominciare, senza la speranza di trovare qualcosa di meglio, senza l'angoscia di aver fallito.


Schopenhauer dice
«La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia,  ecco a metà anno io mi trovo immersa in quei labili piaceri.
Comunque, aspetto impaziente l'oroscopo di Paolo Fox, perché le mie calze smagliate hanno boicottato la notte di  San Silvestro.
FAMOSE DU RISATE E ARRIVEDERCI A TUTTI.



Lady H.















p.s: abbiate la decenza di non pomiciare in pubblico e in piazza.

giovedì 29 agosto 2013

cenere calda.



Era l’alba.
Un timido sole filtrava tra gli alberi, appena caldo, appena luminoso.

Ma lei restava ferma lì, appoggiata al pilastro di legno del portico, avvolta da una coperta che profumava di ricordi.
Avrebbe voluto fermare il tempo perché, si sa, la luce spazza via ogni residuo di oscurità, la nebbia si dissolve mostrando ogni peccato commesso, una carezza mancata, uno sguardo fugace che in quel momento si conserva, come un fotogramma in loop di una pellicola rovinata.
E le sue guance presero vita.
Si portò le mani sul viso.
Avrebbe voluto mettere a suo posto ogni pensiero, sensazione, movimento, sospiro, eppure restava immobile, paralizzata dalla reminiscenza di quella biblioteca disordinata di emozioni.

Un grammofono suonava note graffiate su, da qualche parte e fu scossa da brividi.
Tutte le persone che amava erano lì: suo padre e sua madre che ballavano appena, sua nonna che li guardava, suo nonno che con un cappello calato sulla testa sorrideva e lui lì, accanto a lei, appoggiato anche lui al pilastro del portico, a braccia conserte e la guardava, la guardava come se esistesse solo lei, come se non riuscisse a parlare, come se bastasse averla lì, accanto a lui.
Non importa se con le rughe, i capelli bianchi e malandata.
Lei era un'esplosione di onde marine.

Quando aprì gli occhi ci mise qualche secondo prima di riabituarsi alla luce del mattino, all'aria nei polmoni, alle lacrime agli occhi, alla realtà.

E rientrò.
E mise un disco su quel grammofono impolverato, dimenticato dalla musica, finalmente vivo.

Una melodia  che riempì di cenere calda quella casa così grande e così vuota.



Lady H.


lunedì 26 agosto 2013

"Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile..."

In questo periodo passo molto tempo al telefono, vedi per cercare casa, per appuntamenti, per litigare, per lamentarmi, e altre cose seccanti, e il 40% delle volte il telefono squilla a vuoto.
Quindi, per non esasperarmi ho imparato a sorridere all'idea che magari non mi rispondono perché stanno facendo l'amore.
E' una cosa bellissima e terapeutica.

Poi capita che non rispondo nemmeno io c:

Lady H.


lunedì 19 agosto 2013

Testimoni.

Fa così male leggere tra i pensieri chiari di un uomo.
Pensieri che erano parole, gesti, emozioni, verità uniche, irripetibili.
La sensazione di impotenza davanti a quei ricordi, a quei sentimenti che furono ma che segnarono la sua esistenza.
Xenofobia.
Paura di essere diversi, nuovi.
E di non essere sopraffatti da quel che è stato già fatto.
Gelosi del passato.
Testimone di un amore, 
non il mio.



Lady H.


venerdì 2 agosto 2013

prime volte.

Serranda chiusa.
Solo la luce del pc acceso.
Il ventilatore sparato addosso.
E l'ennesimo album ascoltato per l'ennesima volta.

Mi sono resa conto di essere una tipa da punto e accapo.
Si ragiona meglio così.
Si ha anche la possibilità di iniziare un nuovo discorso quando si vuole.
E ad ogni capoverso si respira.
E' come se ogni volta fosse la prima.

Perché, diciamolo, la prima volta è unica nel suo genere.
Come la prima volta che ti ubriachi, che mangi un fico appena colto, la prima volta che sali su un palcoscenico, quando ti batte forte il cuore per un ragazzo, la prima volta che baci una ragazza o quando il ragazzo che ti piace ti guarda (magari stava guardando quella dietro di te).
La prima volta che guardi negli occhi la tua migliore amica e scoppi a piangere e a ridere contemporaneamente perché siete accomunate dalla stessa stupidità.
La prima volta che ti senti viva.
La prima volta che baci un ragazzo, la prima volta che lo tocchi e la prima volta con cui ci fai l'amore.
La prima gatta in casa e la seconda.
Quando sei in bagno spaventata perché sei troppo piccola per capire che ti sei formata e chiedi a tua mamma "quando finirà" e lei ti risponde "quando sarai vecchia".
Il primo concerto della PFM che vedi.
Il primo di Gavin DeGraw.
Il primo bacio del buongiorno.
La prima storia che scrivi.
La prima volta che vedi un porno sorseggiando succo di frutta.
Quando finisci di leggere un libro di Harry Potter.
Quando indossi per la prima volta gli occhiali da vista e ti sembra di non essere più sott'acqua.
La prima volta che ti spoilerano una parte importante di una storia.
La prima volta che guardi tuo padre negli occhi e lo capisci.
La prima sigaretta.
La prima volta che ascolti una canzone che ti ruba l'anima.
La prima volta che senti la sua voce.

La prima volta che comprendi che la vita è un filo fragilissimo, che la gente va e viene, quando provi la vera paura, quando perdi il senso delle cose.

Poi c'è l'ultima volta e quella ti rimane nelle viscere per sempre, nel bene e nel male.


Lady H.



lunedì 22 luglio 2013

senzauntitolo.

Mio padre qualche giorno fa: "Dov'è finita la mia cara, dolce e delicata figliuola? Perché sei così volgare?", e dall'alto della mia acidità ho risposto: "Sono lesbica."
Ovviamente non ha senso come risposta, per questo voglio sfatare questo mito delle lesbiche maschie e degli omosessuali femmini.
(Sento già la tensione dell'argomento...)
Sì, ho un modo di fare piuttosto rude, sì, vesto spesso e volentieri come un indiano per potermi sedere a gambe aperte, sì, sono stata scambiata per questo mio modo di comportarmi per una lesbica.
Il che non mi dispiace, ma onestamente io sono un nero gay mancato.

(Sbaglio o la vena razzista si taglia con un grissino?!)

Concludiamo in fretta questo inutile ed ovvio post dicendo: anche le lesbiche sono delicate come pulzelle che raccolgono margherite e anche gli omosessuali sono uomini che guardano film d'azione.


Poi ci sto io, che sono un ibrido.


Lady H.


mercoledì 17 luglio 2013

disumano.

Odio l'Estate.
Ibernatemi, svegliatemi a Settembre, come dice qualcuno.
Anzi a fine Novembre, meglio.

Nessuna reazione. bestemmie. ambulanza. lacrime. silenzio. attesa. ospedali. radiazioni. occhi spaventati. pastina scotta. pollo insipido. sedie. lamenti. libro. opinioni. risultati. buone notizie. cattive notizie. speranza. specialisti. trasferimenti. riabilitazione. speranza. silenzio. abitudine. aiuto. sorrisi. stanchezza. abbracci. foto. trasferimento. odore. confusione. nessuna reazione. speranza. ricaduta. trasferimento. analisi. trasferimento. odore. 21 baci. speranza. ricaduta. trasferimento. sorriso. reazione. speranza. sorrisi. comprensione. dolcini. piaghe. morbidezza. finestre. vento. sole sulla pelle. ricaduta. arresto. trasferimento. attesa. cattive notizie. succo gastrico. sangue. occhi pieni di terrore. lacrime. spasmi. nessun senso. mi vuoi bene? ti tengo la mano. nessuna speranza. nessun passato. mi vuoi bene? freddo. vuoto.

Odio l'Estate.
Perché il mio vuoto si riempirebbe solo di ricordi, ferite in putrefazione.

Sì.


Lady H.




venerdì 5 luglio 2013

reini mud.

Un lampo.
Un tuono.
I vetri sopra la sua testa che tremano.
Gocce.

Si mise a sedere sul letto e stette a guardare fuori la luce del lampione frammentata dalla pioggia.
Adorava gli acquazzoni estivi.
Adorava il riflesso dell'acqua, che scivolava sui vetri, sulla sua pelle.
Un tatuaggio eterno che lavava via ogni imperfezione, ogni timore, ogni ostacolo.

Allungò la mano verso il suo corpo nudo fino a creare un'ombra su di esso.
Un'ombra labile, che al sorgere del sole lascia il posto alla luce che asciuga tutto, anche i ricordi.

Anche gli occhi.



Lady H.


lunedì 1 luglio 2013

the drowned girl.

I problemi, lo stress, le assenze, i traslochi, gli esami, la gente sbagliata, le pressioni…
Sono queste le cose che rendono vissuta l’esistenza di una persona, che fanno riflettere, che rendono interessanti i post nei blog.

Perché, diciamolo, il detto: “mal comune mezzo gaudio” è la filosofia di vita del XXI secolo.

Poi però un tale ti abbraccia forte, ti bacia, ti sussurra all’orecchio quello che vorresti sentirti dire e le persone smettono di comprenderti.
(hallelujah) 
E i post smettono di “brillare” d’arguzia, perché sei in pace con te stessa.


Al momento.
A tratti.
AH.



Lady H.


venerdì 14 giugno 2013

voyeur.

… e stava lì, fermo, immobile, dietro la porta socchiusa.
Sospiri. I loro.
La luce del lampione davanti la finestra illuminava i loro corpi uniti da un violento abbraccio.
I loro baci.
Le loro mani.
Così vicini  eppure così distanti da lui.
Ma andava bene così.
Si inebriava del loro odore.
Godeva del loro umore.
E li guardò morire fino alla fine.


Un suicidio di passione.


Lady H.


domenica 9 giugno 2013

Essere o non essere? Meglio essere altri.

Era da circa un anno e mezzo che non mi travestivo.
Sì, sono una travesta.
Sono cresciuta con il desiderio di fare la Drag Queen da grande e ogni volta che si presenta l'occasione divento me tramite qualcun'altro. 


Adoro esprimermi in questo modo, lo trovo terapeutico.
La vita è un qualcosa di estremamente faticoso, dove esiste o il bianco o il nero, quando in fondo, in fondo esiste anche il fucsia.




Così ieri sono andata all'Etna Comics (che si è concluso oggi) travestita da Magenta del Rocky Horror Picture Show, diciamo che c'ho provato e diciamo che c'erano tante di quelle cameriere di manga e anime random che in pochi (solo una) mi hanno riconosciuta.

Non che il mio obiettivo fosse quello di farmi riconoscere, ma confondermi tra gente che è.






E mi son divertita così tanto.




Perché, diciamolo, è meglio non essere che essere.





Magenta finì per annoiarsi.
Infatti se ne tornò a Transexual, in Transylvania.
E ha fatto pure bene, il pianeta terra è così... piatto.







Lady H.


mercoledì 22 maggio 2013

Contraddizione.


Ma secondo voi, che problema aveva il Creatore quando dal fango plasmò Adamo e dalla sua costola creò Eva?
Okkei, mi sono data la risposta da sola.

Il genere umano continua a sorprendermi.
Assuefatto dai fumi del proprio ego e da gambe di tizie random, oggi, cercano di abbordare donzelle in questo modo:
"Siedi in modo sbagliato, fai ricadere il peso nella zona lombare verso destra, e vedo che hai le caviglie e i POLPACCI gonfi, sicuramente soffri di "qualcosa che ha a che fare con la cellulite". Ti insegno qualche trucchetto per correggere questi difetti... Ti piacciono i massaggi ai piedi? Se ti togliessi una scarpa ti farei vedere, basta che poggi un piede sulla mia gamba..."
Manca solo che ti faccio vedere il mio assorbente e ti dico che mi scappa la cacca allora ti ho veramente conquistato?
Uè, Mr. Perfezione dagli addominali nascosti dalla panza e dalla stupidità, scommetto che sai rotolare benissimo verso "vaffanculo".
Ma non sto qui a raccontarvi quello che è successo dopo e le conseguenti mala-parole che gli ho gentilmente rivolto.

Questo è un nuovo modo per abbordare una ragazza.
E aveva circa 40 anni.
Io speravo che almeno quelli di una certa età avessero  un minimo di delicatezza.
In realtà aveva già iniziato male dandomi della liceale, quindi ci stava provando con una pseudo minorenne.
Il fatto è che gli uomini al giorno d'oggi vogliono parlare, parlare di sé, parlare delle loro qualità e dei tuoi difetti e nel momento di agire STRAparlano.
Siete inquietanti.

Chi li ha educati così?
Sono seriamente fermi a quando avevano 5 anni?
Che insultavano le bambine per poi farle piangere tra le braccia della maestra che gli diceva "tranquilla, Bettina, è che gli piaci... "
C-c-cosa?
Credono seriamente di adottare la psicologia inversa?
Con noi donne?
Con donne col ciclo?
Con donne  che stanno cercando di concludere qualcosa nella loro miserabile vita?

Non molestateci.
Girate alla larga perché siamo acide e, se proprio dovete, coccolateci e non parlate.
Riempiteci di coccole e carezze.
Altrimenti lasciateci sole, tanto ci lamenteremo comunque.
Siamo frutto del demonio.
Non servono fiori, cene, regali che luccicano, amateci e basta.
Sbuffate, va bene, ma non diteci che abbiamo la cellulite.



Lady H.





martedì 30 aprile 2013

Un cucchiaino di limoncello con S. King.

Sono giorni che ho un lancinante dolore al basso ventre.
Non è un dolore fisico.
Parte dalle braccia, mi fa venire la pelle d'oca, mi fa il solletico ai fianchi e poi si ferma lì, in attesa di qualcosa.
qualcuno.

Dave non mi aiuta affatto, continua a dimenarsi come il peccato che desidero commettere.

A proposito di peccato, qualche giorno fa ho acquistato e letto "Carrie", di Stephen King.
L'Estate scorsa mi hanno fatto scoprire questo fantastico scrittore e me ne sono innamorata; della sua scrittura che ha qualcosa che rasenta il sacro.
Una scrittura fatta di aggettivi, dettagli, come piace a me.
E non puoi fare a meno di affezionarti ai personaggi, sbagliati, sociopatici, eccentrici che siano, non puoi fare a meno di seguirli nel loro viaggio e ti ritrovi lì, circondato da colori un po' vintage, con i bordi strappati e qualche macchia.
Con Carrie ti ritrovi il sapore del sangue in bocca, ma è un sapore legittimo, doveroso.
Basta con l'innocenza.
Basta chiudere gli occhi.
L'uomo nero esiste.
Come Gesù Cristo con i suoi fondamentalisti.
I bambini di King sono gli unici esseri umani esistenti al mondo.
Anche John Coffey ( come il caffè, ma si scrive in un altro modo ) ne "Il miglio verde", in fondo è un bambino.

E i bambini ti spiattellano la verità dritta in faccia : "Non ne posso più del dolore che sento e vedo, capo. Non ne posso più di vivere in strada, solo come un pettirosso sotto la pioggia. Mai un amico da andarci assieme, un amico che mi dice da dove veniamo e dove siamo andando e perché. Non ne posso più della gente cattiva che si fa del male.Per me è come cocci di vetro piantati nella testa. Non ne posso più di tutte le volte che ho voluto rimediare e non ho potuto. Non ne posso più di stare al buio. Soprattutto è il dolore. Ce n'è troppo. Se potessi smettere di sentirlo, lo farei. Ma non posso."

Bambini che se si trovano in una situazione difficile a seguire si troveranno in una situazione TRAGICA.

Ma questa è la vita, fatta di bigotti, schiavi del potere e di mamme che nel bene o nel male ti proteggono e ti amano.

"Era circondato dalla morte, la morte di cui era fatto mezzo mondo, e non c'erano arcobaleni"
-Il Talismano. 

Ma Stephen non parla di morte, parla di realtà in altri termini e voi lo amerete per questo.

Realtà in cucchiaini di limoncello.


 Lady H.



martedì 23 aprile 2013

Il Growl è Donna.



In ricordo della mia frivola adolescenza poser metal, qualche tempo fa sono andata ad un concerto appunto metal e devo dire che ne sono uscita leggermente indolenzita quanto euforica.
Non era un semplice gruppo quello sul palco, non era il solito gruppetto e non c'era il solito pubblico.

Quelli sul palco erano i LyricaLCross e quello sotto era un pubblico amato, venerato.



Quattro componenti, tre uomini e una donna che sono scesi a patti col diavolo per avere al posto del sangue il fuoco della passione per la musica, carisma,  forza e amore per i fans.


Cos' hanno in più i LyricaLCross rispetto agli altri?

  • Hanno una cantante, Emy LC Vice, che oltre ad essere l'ideatrice del progetto è anche colei che trascina il pubblico in una vera e propria "wall of death" di emozioni, euforia e follia quasi primordiale.

  • Hanno un batterista,  Fabry LC Horns, che a colpi di doppio pedale inarrestabile, diventa una macchina da guerra che scandisce ogni battito di rabbia di un pubblico in estasi.


  • Hanno un bassista,  Ale LC First, un concentrato di muscoli che dal basso delle sue note crea un vortice di suono duro e violento capace di scatenare una folla in delirio.



  • Hanno un chitarrista, Pedro LC Shingle, dalla cui chitarra non si libera altro che stile, brividi e carnalità facendo tremare il pubblico con i suoi riff  e assoli travolgenti.



  • Hanno un Pubblico pazzo, un pubblico duro, energico, arrabbiato e che ama i loro live.
    Un pubblico soddisfatto.




Alternando dei veri e propri spettacoli si trasformano in soldati, macellai, chirurghi  e poderosi e sensuali scozzesi in kilt per la loro e nostra madre musica.

Quindi, se avete voglia, se siete amanti del genere o anche se non lo siete e vi va di vedere un bel concerto, con la gente giusta, l'ambiente giusto e la giusta atmosfera, se siete nei paraggi di Catania o se vi va di prendere la macchina, il treno, l'aereo e raggiungerli li troverete il 27 Aprile in via Santa Maria del Rosario, 28, alle 22:00, in collaborazione con i LyricaLCross:  i New Disaster Order - Sepultura Tribute e Jude (Special Guest con Emy), B5, i Criminal Society - R.J Dio Tribute, Djset Rammstein Tribute, armati di rabbia, devastazione e carisma, e come Aftershow djset a cura di Mik Von Rap.
Pronti a spaccare in due il palco a colpi di growl al femminile, pogo, headbanging  e suono brutale, pronti a farvi tornare a casa un po' come sono tornata io dal loro ultimo concerto, piena di vita.


LINK DELL' EVENTO
FACEBOOK: LyricaLCrosS
FB: Criminal Society

Lady H.


Live LyricaLCrosS.



martedì 16 aprile 2013

Occhio a Pietro Blanca!


Oggi ho voglia di parlarvi, attraverso uno schermo, di un artista: Pietro Blanca. 
Non è un’intervista.

E’ una confidenza, la mia.

Pietro Blanca, un quasi venticinquenne di Catania, non si limita a professare una sola forma di talento, ma una vera e propria molteplicità di virtù.
Un  “poliartista”, mi piace definirlo.



Cresciuto in un ambiente lirico, passata l’infanzia da voce bianca,
ecco che il timbro vocale cambia, si fa più cupo, la barba inizia a crescere; è un giovanotto ormai e ha scoperto come conquistare il cuore delle ragazze: con la chitarra.


Così inizia a farsi da sé.

in basso, in ginocchio
Da autodidatta prima e sotto la guida di maestri poi, si lancia nel mondo del Metal con i “Lost Ape Of Killa”.
Dopo anni di pogo, dopo parecchi successi nell’ ambiente catanese e non, dopo aver fatto crescere in altezza una folta chioma riccia per fare headbanging, ci dà un taglio, nel vero senso della parola.
Tolto il codino, scopre il suo lato tenero e si cimenta nel cantautorato.





Sfiorando la tastiera dalla sua chitarra acustica con note malinconiche e ricche di sentimento, colleziona complimenti e la stima di chi ha il piacere di ascoltarlo, non solo dal vivo, ma anche su YouTube.
Ed è proprio grazie a questa piattaforma che capisce di doversi espandere.

Inizia così ad appassionarsi di videomaking e di fotografia.
E ci riesce.
Scatti ispirati dalla fortuna dei soggetti, ritratti intrappolati dalla tecnica fortuita "accademica",  paesaggi resi onirici dalla post-produzione.


Una passione che guida il gusto nelle inquadrature.
Una passione che destabilizza lo spettatore.
Una passione che lo rende vivo e dinamico.

Ma l’origine è sempre una, mamma Metal non mente mai, così torna a cavalcare l’onda del suono duro con i “LyricaLCrosS” (di loro ne parlerò meglio in un altro post!).

a destra

A gambe divaricate, con un’espressione dura in viso, o seduto su un letto assorto nelle sue canzoni, o ancora ilare nel suo sdoppiarsi, ha la capacità di farvi pensare: “Caspita!, è bravo.”
 A tratti geniale,  oserei dire.
Questo è  il mio personale ritratto di Pietro Blanca.
Un ragazzo che ha dato tanto, ma che darà ancora moltissimo.
Ai posteri l'ardua sentenza.


A voi i link utili per conoscerlo meglio:

Facebook:  Pietro Blanca
YouTube#2: Contaclysm
Twitter: Pietro Blanca
Google+: Pietro Blanca
Myspace: Pietro Blanca 


Lady H.



(Buon Natale a tutti!)


lunedì 15 aprile 2013

Welcome to my world.


Getto il pigiama sul letto.
Vorrei che fosse fatto di cristallo per ridurlo in mille pezzi.
E sono solo le 11 del mattino.
Questa settimana inizia davvero bene.
Mi vesto con rabbia, vorrei graffiarmi ovunque.
Metto scarpe più grandi della mia misura.
Sono di maman.
Esco sbattendo il portone.
La gente si gira dalla mia parte.
Prego che l’ossigeno torni al cervello.
“Buongiorno.” Occhiolino.
La gente ha deciso di morire. Oggi.
Torno a casa e mi siedo al pc.
Benvenuti nel mio mondo.
I Depeche Mode mi accolgono così.
Benvenuti nel mio mondo, Dave ha ragione.
Gli occhi a me, gli occhi a me, gli occhi  a me…
Devo impazzire una volta ogni tanto,  permettimelo.
... sai, c’è gente oggettivamente bella. Poi ci sei tu, oggettivamente rompicoglioni.
Almeno hai qualcosa di oggettivo.”
DIO, come amo questa sensazione adrenalinica.
No, sono le solite cose, le solite cose che ad un certo punto escono per quello che sono.
Sono una Nazista.
Sensazione di vittoria e sconfitta nello stesso momento.
Come la si può definire?
Orgoglio.
Gelosia.
Egocentrismo.
Irrazionalità.
Amore.

Lady H.





lunedì 25 marzo 2013

amante.


"Dev, ma non è Julia quella?"
E immediatamente la musica smise di suonare nella mia testa...
Era distante ma il mio naso si riempì subito del suo profumo, lo stomaco dei suoi baci, le mani del suo corpo, e per un attimo mi ritrovai su quel balcone, avvolto da lei e dal suo respiro sulla clavicola...

Con una mano la tenevo stretta a me, con l'altra la facevo mia.

Il ricordo dei suoi baci mi provocò una familiare sensazione al basso ventre, familiare ma unica.

Feci scivolare la mano sotto il suo vestito rosso e mi feci spazio dentro di lei.
Adoravo guardarla chiudere gli occhi e mordersi il labbro inferiore.
Riprese a baciarmi con più passione di prima.
Alzò una gamba per avvinghiarla attorno a me, chiedendo con quel gesto di farmi spazio ancora di più dentro di lei.
Alla vista della sua nuda gamba e ad ogni suo gemito sarei potuto morire in quell'istante, ma solo quando la sua mano si fece strada dentro i miei pantaloni capì di esser ancora vivo.


Poi tornai alla realtà e lei era lì, abbracciandomi con gli occhi, senza parlare, madre dei miei sorrisi, figlia delle mie preoccupazioni, sorella dei miei sguardi, amica delle mie speranze, immobile, amante.


Lady H.




lunedì 11 marzo 2013

tramonti.


Guardavo fuori dalla finestra.
Il tramonto si faceva spazio tra grattacieli incompleti e le macchine sfrecciavano veloci sotto di essi, guidate da uomini desiderosi di tornare a casa, desiderosi come lo ero stata io poche ore prima, desiderosi di umanità e intimità.

Le sue dita sfiorarono la mia schiena nuda, tra le scapole, lungo i fianchi e mi attirò a se.
Era la cosa che mi destabilizzava di più, era l’incognita della mia vita eppure mi sentivo al sicuro con lui, mi sentivo sicura.
Infilò il naso tra i miei capelli e mi strinse forte, mozzandomi il fiato.
“A che pensi?” mi chiese.
A cosa pensavo?
Erano anni che ero in balia della sua passione, erano anni che lui si rifugiava in me, pausa della sua vita, ma continuava a restare libero da ogni sentimento, da me.
Mi girai a guardarlo ed ebbi i suoi baffi sulla mia bocca.
“Che c’è?” insistette.
“Cosa vuoi?” gli chiesi.
“Te.”
“Mi hai già, ma tu cerchi di più…”
“Io ho già di più, tu che vuoi?”
“Voglio essere libera.
Voglio me.
Senza te.”

L’essere umano in fondo è masochista, potrebbe avere di più ma vive in funzione degli altri.

Ora lasciami libera.


Lady H.




giovedì 28 febbraio 2013

clouds.

"Jenni, esci da quella vasca!
Finirà per prendersi un accidente quella ragazza..." disse allontanandosi dalla porta mia nonna.

"Fa caldo, lasciala stare."
Ero così rilassata che riuscivo a sentire il fumo della sigaretta uscire dalla bocca di mio padre mentre parlava e il frusciare della gonna di mia nonna tra le pareti strette del corridoio.
Avevo perso la cognizione del tempo, anche dello spazio.
Erano passati minuti, ore, decenni?
La schiuma si era già dissolta, ma avevo il profumo del sapone alla vaniglia su per il naso.
Guardavo lo scorrere delle nuvole dalla finestra sul soffitto.
Avevo la sensazione di essere fuori, nessun muro a separarmi dal mondo, nessuna pelle, nessun cuore, solo il lento e ritmato viaggiare delle nuvole spinte dal mio respiro.


Sola con il mondo attorno.
Vulnerabile per esser cresciuta così in fretta.
Indefinita come i sentimenti.

Cosa c'era che andava?
Tutto.
Dall'odore dei pancake in cucina, dall'abbaiare dei cani in cortile, dal gocciolare del rubinetto, fino alla mia pelle d'oca.

Eppure l'acqua iniziava a tingersi di rosso, piano, piano.
Osservavo incuriosita l'avanzare del sangue.
Cos'avrebbe detto lei?
Ah, sì... "E così sei diventata una donna. La mia bambina è una donna ormai" e magari m'avrebbe fatto uno dei suoi soliti sorrisi che le ricoprivano la faccia di felicità, quella faccia che stentavo a ricordare sorridente.

Cosa c'era che andava?
Tutto.
Purtroppo.
Dalle lenzuola profumate, dalle urla della vicina che richiamava il figlio, dalla partita di football alla radio, fino alla sua "presenza" dentro di me.

Eppure ora sono come te, una donna.



Lady H.






mercoledì 27 febbraio 2013

Subway, 1958.

"Perché mi guardano così?" pensavo.
I bambini bisbigliavano tra di loro quando... "Ehi, ma che pagliaccio sei senza naso?!"
Mi toccai la punta del naso e mi accorsi di non averlo.

E così eccomi qui, in metropolitana, appoggiato al muro che aspetto il mio treno, ricoperto di torta e con 2 dollari in tasca.
"Che pagliaccio sei senza naso?!"
Eppure non era il naso che mi mancava, sentivo dentro qualcos'altro o forse non lo sentivo proprio.
Dal tunnel arrivò una folata di vento e polvere e chiusi gli occhi...

Che stai facendo? Ti sei annullato.
Non esisti più.
Chi sei?
Lo hai dimenticato.
Stai sacrificando tutto te stesso.
Stai impiegando tutte le tue energie per realizzare i sogni degli altri.
E tu?
Ci sarai sempre e non per te stesso.
Quindi preparati a restare da solo.
Preparati.
Oppure ritrovati.
Cercati.
Ricomincia.
Ora.

"Mi scusi?"
Riaprii gli occhi a fatica.
"Le è caduto questo."
Un ragazzino mi porse un naso di gomma rosso e scappò verso l'uscita.
"Ma come...?"
Arrivò il mio treno e perplesso, col mio naso di gomma tra le dita, salì.
E (ri)cominciai a ridere...



Lady H.


domenica 24 febbraio 2013

Happiness is being together.

E' tempo di rilassarsi.
Stasera lo faccio davvero e lo faccio con Shakti, un gruppo indo-britannico, che vi consiglio di ascoltare (QUI l'album che sto ascoltando).

Erano mesi che aspettavo di scrivere qualcosa di tranquillo, eppure non ho niente da dire.
Sta avvenendo una lenta e graduale ripresa che mi spinge a trovare un senso in quello che faccio.
Finalmente sto bene in mezzo alla gente.

Questa nuova consapevolezza mi ha fatto capire che non sola.
Qualcosa brilla in lontananza.
Io intanto cammino.


Lady H.




sabato 9 febbraio 2013

A voi la linea.

Ormai la gente è così a corto di parole che pensa di dire le cose tramite le canzoni.

Purtroppo la vita non è un musical.


Lady H.